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ANS - Agenzia Notizie Salesiana
ANS - Agenzia Info Salesiana. Periodico plurisettimanale telematico, organo di comunicazione della Congregazione Salesiana

  • Vaticano - Elevazione alla dignità episcopale del Prefetto Apostolico dell’Azerbaigian, mons. Vladimír Fekete, SDB
    Vaticano - Elevazione alla dignità episcopale del Prefetto Apostolico dell’Azerbaigian, mons. Vladimír Fekete, SDB

    (ANS – Città del Vaticano) - Venerdì 8 dicembre il Santo Padre Francesco ha elevato mons. Vladimír Fekete, SDB, Prefetto Apostolico dell’Azerbaigian, alla dignità episcopale, assegnandogli la sede titolare di Municipa.

    Il Rev.do Vladimír Fekete, SDB, è nato l’11 agosto 1955 a Bratislava (Slovacchia). Nel 1979 si è laureato in matematica e geologia presso la Facoltà di Scienze Naturali dell’Università Comenio di Bratislava.

    Nel 1981, in clandestinità, ha emesso i voti perpetui nella Società Salesiana di San Giovanni Bosco, ricevendo l’ordinazione sacerdotale il 30 gennaio 1983 a Berlino. Fino alla caduta del regime comunista nel 1990, ha continuato a lavorare come geologo nel proprio Paese.

    Successivamente, ha perfezionato gli studi di Teologia, conseguendo il titolo di Magister presso l’Università di Vienna (1995) e la Licenza presso l’Università Cattolica di Lublino (1999).

    Ha ricoperto diversi incarichi all’interno della Società Salesiana: Vicario dell’Ispettore provinciale (1993-1999), Ispettore della provincia di Bratislava (1999-2005), Maestro dei novizi (2006-2009).

    Nel 2009 è stato nominato Superiore ecclesiastico della Missio sui iuris di Baku. Con l’elevazione della Missio sui iuris a Prefettura Apostolica dell’Azerbaigian, ne è Prefetto Apostolico dal 4 agosto 2011.

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    • Vladimir Fekete


    • Argentina – Per la festa dell’Immacolata le famiglie di Buenos Aires corrono per aiutare i giovani
      Argentina – Per la festa dell’Immacolata le famiglie di Buenos Aires corrono per aiutare i giovani

      (ANS - Buenos Aires) – Domani, venerdì 8 dicembre, in una data di enorme significato per la Chiesa e per i Salesiani, si svolgerà a Buenos Aires la II edizione della corsa di beneficenza “Corre por los Jóvenes”. I fondi raccolti attraverso quest’iniziativa verranno devoluti ad attività in favore dei ragazzi e delle ragazze più bisognosi di tutto il paese, affinché possano avere maggiori opportunità di inclusione sociale. I Salesiani, con la collaborazione di numerose imprese argentine, promuovono quest’iniziativa per aiutare i giovani.

      In quest’occasione il progetto “Por los Jóvenes” organizza un duplice percorso: quello da 10 km, per atleti, e uno di 3 km, pensato per favorire la partecipazione di famiglie, bambini e di chiunque, anche non allenato, voglia unirsi all’evento.

      Nel 2016 sono stati circa 3mila i partecipanti e per quest’anno ne sono attesi molti di più. La novità fondamentale di questa seconda edizione è l’app che accompagna la gara e ogni giorno riscontra maggiore interesse: “1k por los jóvenes” un’app solidale, disponibile gratuitamente per i dispositivi Android e iOS, che invita a “trasformare i passi in educazione” – cioè nell’attività fondamentale dei Salesiani nel paese e nel mondo.

      Concretamente, per ogni km corso, camminato o pedalato dagli utenti registrati, una delle imprese aderenti farà una donazione ad un progetto socio-educativo animato dai Salesiani in Argentina. Tra le aziende che hanno già aderito ci sono: City Bank, Medicus, Flechabus, Enel, Group Via, Aeroterra, Club de Corredores, Racing Club…

      Grazie alla combinazione della corsa con l’app c’è pertanto la possibilità di aiutare molti giovani ad avere un futuro migliore.

      “Por los Jóvenes” è una piattaforma di azione e comunicazione il cui obiettivo è pubblicizzare e promuovere iniziative rivolte ai giovani in tutta l’Argentina, a partire dalle proposte socio-educative dei Salesiani, ma comprendendo anche attività e proposte di altre organizzazioni, aziende e istituzioni che operano nell’educazione e s’impegnano affinché ogni giovane raggiunga il suo massimo sviluppo personale e trovi il suo posto nella società.

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      • Italia – “Guerra alla tentazione del potere”. L’appello del Rettor Maggiore al I Incontro degli Economi e dei Responsabili Amministrativi d’Italia
        Italia – “Guerra alla tentazione del potere”. L’appello del Rettor Maggiore al I Incontro degli Economi e dei Responsabili Amministrativi d’Italia

        (ANS – Roma) – Dal 3 al 6 dicembre si è svolto il I Incontro degli Economi e dei Direttori Amministrativi d’Italia. All’evento ha partecipato il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, che ha sottolineato come sia necessario fare “la guerra alla tentazione del potere”. E, con la chiarezza che lo caratterizza, ha aggiunto: “le risorse economiche hanno senso per i Salesiani solo se sono al servizio della missione, come le strutture, che se non soddisfano un servizio per i nostri destinatari devono essere ridimensionate o chiuse”.

        All’appuntamento hanno preso parte 140 Economi e Responsabili Amministrativi delle Ispettorie d’Italia e del Medio Oriente, riuniti alle porte di Roma.

        Martedì 5 dicembre il sig. Jean Paul Muller, Economo Generale della Congregazione, ha presentato il tema “un nuovo modello di gestione della comunità”. Ha contestualizzato il ruolo dell’economia all’interno di un nuovo paradigma sociale e religioso, che obbliga a ripensare la presenza salesiana nel contesto giuridico ed economico dell’Europa. Questo nuovo paradigma richiede che le Ispettorie lavorino in rete, abbiano una gestione trasparente e si avvalgano di équipe di professionisti competenti.

        “Alle volte possediamo dei beni senza conoscerne il loro valore; dobbiamo riscoprirlo in modo che il bene possa essere funzionale alla nostra missione. Abbiamo bisogno di riappropriarci dei beni, di offrire un servizio direttamente collegato ai giovani come parte della nostra missione” ha detto il sig. Muller. In questo contesto, l’Economo Generale ha sottolineato la necessità di:

        • Razionalizzare l’amministrazione;
        • Comunicare e condividere le esperienze per creare un patrimonio di conoscenza comune, lavorare in rete – a livello ispettoriale, nazionale ed europeo.
        • Investire nella comunicazione per “pubblicizzare” e diffondere il lavoro svolto, le buone opere salesiane.
        • Investire più nelle persone che nelle attività. Senza “Salesiani buoni, ragionevoli e onesti”, ogni investimento sarà destinato a dare poco frutto.

        Il Rettor Maggiore, da parte sua ha avvertito della tentazione del “potere” che si ha nell’esercizio di questo ruolo, avvertendo gli Ispettori di fare attenzione a non scegliere quei religiosi che ricercano questo tipo di incarichi, ma piuttosto i Salesiani che dimostrano uno spirito di servizio.

        In un altro momento ha fatto riferimento all’importanza di “scegliere il personale adatto nelle nostre opere, evitando di assumere solo in virtù di legami familiari o di amicizia. Bisogna essere obiettivi nella scelta e trasparenti nella gestione monetaria”.

        “L’economia – ha infine concluso – è un modo di vivere la missione. Dobbiamo sapere che le nostre Costituzioni sono il punto di riferimento e la nostra guida. La nostra forza risiede in un modello di rete, agendo in equilibrio tra la sostenibilità e la ricerca di quanto la Provvidenza ci offre, l’economia e la gestione corresponsabile”.

        {gallery}Italia - Incontro Economi CISI 2017{/gallery}

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        • India – I Salesiani istituiscono un’alleanza per l’ambiente
          India – I Salesiani istituiscono un’alleanza per l’ambiente

          (ANS – Dimapur) – I responsabili degli Uffici di Pianificazione e Sviluppo (PDO, in inglese) delle Ispettorie indiane, radunati a Dimapur nei giorni 30 novembre-1 dicembre, hanno concordato di collaborare allo sviluppo di quattro macro-progetti di livello nazionale. Il primo di questi riguarda un’“alleanza verde” per adottare e diffondere il rispetto e la cura verso “la nostra casa comune”.

          Questi grandi progettati verranno strutturati secondo degli schemi d’intervento standard da parte delle rete dei PDO, in maniera tale da poter essere replicati in futuro da quanti collaborano con i Salesiani.

          Nel confronto i delegati hanno stabilito insieme di sviluppare quella che è stata chiamata la “Don Bosco Green Alliance”, una campagna per far fronte ai problemi ambientali. Anche la promozione e la protezione dei diritti dell’infanzia sono state indicate come questioni urgenti, bisognose di un intervento coordinato; il terzo macro-progetto stilato ha riguardato la formazione agricola e la fornitura di mezzi di sussistenza sostenibili, compresa l’agricoltura biologica; ed infine è stato approvato un progetto di formazione per l’emancipazione delle donne.

          In apertura dell’incontro don Nestor Guria, Ispettore di Dimapur, ha fatto riferimento alla parabola di Lazzaro per ricordare come Gesù stesso si preoccupasse dei poveri e dei bisognosi. Da parte sua il Consigliere regionale per l’Asia Sud, don Maria Arokiam Kanaga, ha inviato un messaggio ai partecipanti, nel quale ha affermato: “Nel mondo secolare, quando si parla di sviluppo s’intende genericamente lo sviluppo industriale, la costruzione di immobili… Per noi, chiamati ad essere profeti, mistici e servitori dei giovani, questo termine dovrebbe avere un significato completamente diverso: dev’essere in linea con la visione evangelica della società e concorde anche alla Laudato Si’. Lo sviluppo deve rispettare Dio, l’uomo e la natura. (...) Quindi, ora dobbiamo fare un cambio di paradigma. In tutte le nostre istituzioni educative dobbiamo promuovere un’educazione ecologicamente fondata e trasmettere ai nostri studenti l’amore per la natura”.

          Don Noel Maddichetty, Direttore dell’ONG salesiana indiana “BoscoNet”, ha esortato i partecipanti ad unire le forze e a lavorare in rete per agire come un unico attore, per stimolare la trasformazione sociale dei giovani e degli emarginati.

          Nel corso dell’incontro sono state presentate anche altre relazioni su tematiche quali: la situazione dei Diritti Umani nel Nord Est indiano; opportunità e buone pratiche realizzabili attraverso i programmi di Responsabilità Sociale d’Impresa; aggiornamenti relativi alle procedure di contabilità e amministrazione dei PDO.

          Fonte: Don Bosco India

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          • Spagna – “Battiti per la pace”: i giovani di Spagna e Siria uniti in una veglia di preghiera
            Spagna – “Battiti per la pace”: i giovani di Spagna e Siria uniti in una veglia di preghiera

            (ANS – Madrid) – “Israele e la Siria sono ufficialmente in stato di guerra da decenni”, riportava qualche giorno fa il quotidiano spagnolo “El País”. La tanto agognata pace non arriva in Siria: la morte è ovunque, la morte straziante e disumana di tanti bambini, anziani e malati, e la distruzione e il bombardamento degli ospedali… La voce di Papa Francesco su questa realtà è stata costante: “No alla distruzione, sì alla pace!”, “Oggi ci sentiamo vicini, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo”. “Una volta la Siria era un paese molto bello… Da quando è iniziata la guerra tutto è cambiato” ha racconta un giovane siriano durante la veglia di preghiera “Battiti per la pace”.

            “Dio ci dà una mano, piena di fede e di gioia, attraverso i Salesiani che cercano di offrire speranza, pace e gioia ai giovani” ha continuato il giovane. Sabato 2 dicembre, all’insegna del motto “Battiti per la pace”, i ragazzi che frequentano i centri giovanili salesiani della Spagna si sono uniti spiritualmente in preghiera con i giovani degli oratori salesiani della Siria, in una celebrazione che è stata organizzata all’interno del gemellaggio istituto tra le realtà salesiane dei due paesi con il Progetto di Solidarietà “SURIYA” (trascrizione fonetica di “Siria” in lingua araba).

            La veglia di preghiera si è realizzata in forme diverse in tutto il paese. Nella parrocchia “Maria Ausiliatrice” del quartiere Atocha di Madrid, don José Luis Villota, Delegato per la Pastorale Giovanile dell’Ispettoria “San Giacomo Maggiore” ha ricordato le parole di Papa Francesco sull’amore di Gesù: “Rivelato sulla croce, nessuno può trattenerlo. È come un GPS spirituale che ci guida inesorabilmente verso la vita intima di Dio e il cuore del nostro prossimo”. Quindi ha invitato tutti “a pregare non solo per i giovani siriani, ma anche in particolare per coloro che fanno parte del movimento salesiano, grazie all’unione che offre la preghiera”.

            Analoghi incontri di preghiera si sono svolti anche nei centri salesiani di Vigo, León, Sanlúcar la Mayor (Siviglia), Bilbao, Barcellona, Valencia…

            Quest’iniziativa è parte di un progetto più ampio che include attività di sensibilizzazione nei 136 centri giovanili salesiani spagnoli, scambio di esperienze tra animatori dei due paesi, una raccolta fondi speciale pro Siria e l’intensificazione della preghiera nei centri spagnoli per creare solidarietà spirituale e diffondere “battiti per la pace”.

            {gallery}Spagna - Veglia di preghiera pro Siria{/gallery}

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            • Repubblica Democratica del Congo – Storia di Mamma Teresa
              Repubblica Democratica del Congo – Storia di Mamma Teresa

              (ANS – Bukavu) – Alla porta del Centro Don Bosco di Bukavu vanno a bussare tutti i tipi di persone bisognose. Si è sparsa la voce che “là aiutano”. Non sempre i Salesiani possono soddisfare le richieste e tendenzialmente provano a coinvolgere le comunità cristiana o parrocchiale di provenienza. Ma ci sono situazioni in cui una persona sembra avere bisogno di un aiuto urgente e tutto sommato della misura giusta per le possibilità salesiane. Si verifica allora che la necessità sia reale e si fa di tutto per aiutare. Cosi è stato fatto con “Mamma Teresa”.

              “Quando Mamma Teresa, una rifugiata ruandese, è venuta a presentare il suo problema, ho chiesto a Lydie, la Salesiana Cooperatrice che si occupa dei bambini del villaggio di Miti, di andare a verificare, dato che vive nello stesso quartiere di Mamma Teresa. Lydie è andata, ha visto, e mi ha fatto un resoconto della situazione” racconta don Piero Gavioli, da 33 anni missionario in Repubblica Democratica del Congo.

              Teresa, che non è mai stata a scuola, è nata in Burundi da padre congolese e madre ruandese. A 6 anni perde il padre e incomincia a lavorare in campagna. A 14 anni viene convinta da una signora ruandese a fare un viaggio a Bukavu, ufficialmente per una visita. Ma lì viene consegnata ad un uomo congolese che la costringe con la forza ad essere sua moglie.

              Sua suocera ha pietà di lei e l’aiuta a resistere nella sua casa, perché il marito è un uomo violento. Hanno avuto 9 figli, di cui 3 morti in tenera età. Nel 2007, inoltre, il marito l’abbandona, lasciandola con 6 figli. Per sopravvivere, Mamma Teresa si è dovuta arrangiare e incominciare una piccola attività commerciale. In seguito ad una malattia, il suo piccolo capitale è andato perso, e come altre donne ha iniziato a portare sacchi di sabbia sulla schiena per la costruzione di case (a Bukavu, moltissime case sono costruite su pendii ripidi, per accedervi non ci sono strade carrozzabili, ma solo sentieri stretti e se si vuole costruire qualcosa è necessario portare cemento, sabbia e persino l’acqua a dorso d’uomo - o piuttosto di donna).

              Mamma Teresa ha fatto questo lavoro per qualche anno, poi si è ammalata e quindi non è stata più in grado di lavorare, di pagare l’affitto di casa e le tasse scolastiche per i suoi figli. I tre ragazzi più grandi sono partiti in cerca del padre. Mamma Teresa è rimasta con due ragazze, Marcelline di 12 anni e Jeanne di 10, e con un bambino disabile di 8 anni, ammalato pure lui.

              “Quando è venuta a chiedere aiuto perché non aveva più la forza di trasportare la sabbia, passava la notte in una piccola baracca aperta, vicino al porto, dove durante il giorno delle donne commercianti vendevano l’alcol indigeno – racconta don Gavioli –. Le sue due figlie, che avevano appena finito le elementari, erano diventate Maji-Muhogo (acqua-manioca): bambine che raccolgono bottiglie di plastica e le riempiono con acqua di rubinetto, le portano alle donne che vendono al mercato e ricevendo in cambio alcuni pezzi di manioca arrostita o 50 o 100 franchi congolesi, meno di 10 centesimi di Euro, che per loro è sempre meglio di niente”.

              Non potendo accogliere la famiglia presso il centro salesiano, a causa della mancanza di spazio, don Gavioli si è mosso per aiutare Mamma Teresa a riprendere in mano la sua vita e quella dei suoi figli. Ciò ha significato aiutarli ad affittare una camera, mettervi due materassi, far curare la mamma e il figlio disabile, darle una piccola somma perché potesse iniziare a vendere fagioli e cercare una scuola per le due ragazze.

              La direttrice del “Centro Nyota” ha accettato di iscriverle al primo anno di taglio e cucito, nonostante il corso fosse iniziato già da due mesi e la differenza d’età. Le due ragazze – le più piccole della loro classe – sono state promosse agli esami del 1° semestre, e Marcelline si è dimostrata una delle migliori.

              Un altro futuro è ancora possibile per Mamma Teresa e la sua famiglia.

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              • Ecuador – Il grande lavoro dei Salesiani nell’Amazzonia ecuadoriana con gli indigeni Achuar
                Ecuador – Il grande lavoro dei Salesiani nell’Amazzonia ecuadoriana con gli indigeni Achuar

                (ANS – Wasakéntsa) – Da 40 anni la comunità salesiana “Ceferino Namuncurá”, situata nella provincia ecuadoriana di Morona-Santiago, svolge un lavoro fondamentale per l’educazione e il rispetto dei Diritti Umani della popolazione indigena Achuar, che abita nell’Amazzonia ecuadoriana, in un’area cui si può arrivare solo per via aerea.

                La missione salesiana Ceferino Namuncurá è conosciuta come Wasakéntsa nella lingua indigena achuar. È nel mezzo della giungla, senza accessi per vie terrestri. È stata costruita ponendo alcune case attorno a un campo. Non c’è nulla da comprare e non ci sono servizi. Il cibo è quasi lo stesso ogni giorno e si basa sulla cacciagione e le coltivazioni di yucca, banana e riso. Il clima è molto umido e caldo, ma non ci sono servizi igienici o fognature e presso la missione si adopera l’acqua piovana.

                Nella regione dell’Amazzonia ecuadoriana i Salesiani animano una scuola secondaria bilingue e un centro di istruzione superiore bilingue, in spagnolo e achuar. I 6 insegnanti assunti sono Achuar e loro e anche gli studenti hanno delle camere a loro disposizione, perché altrimenti, a causa delle distanze da percorrere nella giungla, molti giovani non potrebbero frequentare le lezioni.

                Nel loro lavoro i Salesiani cercano di mantenere vive le tradizioni della cultura achuar, attraverso l’artigianato, la musica, i canti e le danze.

                La missione salesiana si trova all’interno della stessa comunità. Gli Achuar hanno prestato un appezzamento di terreno ai Salesiani, che vi hanno eretto 7 abitazioni nelle quali possono vivere fino a 80 persone e dove studiano 113 giovani tra i 13 e i 18 anni. È stata inoltre eretto anche un internato per ragazze, portato avanti dalle Suore Marianite (Istituto di Santa Marianna di Gesù).

                I Salesiani hanno lavorato molto all’alfabetizzazione della comunità achuar e per far conoscere loro i diritti di cui godono. Adesso anche gli indigeni conoscono lo spagnolo, possono visitare altre comunità e relazionarsi con persone esterne senza temere di essere ingannati.

                In più di trent’anni di lavoro con gli Achuar nell’Amazzonia ecuadoriana, i Salesiani hanno contribuito a difendere i loro territori, favorito le relazioni amichevoli con altre comunità indigene, aperto scuole di alfabetizzazione e difeso e partecipato con loro allo sviluppo di un’economia sostenibile.

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