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ANS - Agenzia Notizie Salesiana
ANS - Agenzia Info Salesiana. Periodico plurisettimanale telematico, organo di comunicazione della Congregazione Salesiana

  • Svizzera – Festa grande al “Don Bosco” di Zurigo: “Ricordare per meglio operare”
    Svizzera – Festa grande al “Don Bosco” di Zurigo: “Ricordare per meglio operare”

    (ANS – Zurigo) – Alla luce del motto “Ricordare per meglio operare” la Missione Cattolica Italiana, lo scorso 5 dicembre, ha voluto festeggiare il 120° della sua fondazione, grazie all’intuizione e alla sollecitudine sociale e pastorale del salesiano primo collaboratore e poi Successore dello stesso Don Bosco, il beato Don Michele Rua.

    di don Cosimo Semeraro, SDB

    Direttore della Missione Cattolica Italiana

    Nella concelebrazione eucaristica, solenne e affollatissima, il concetto è stato significativamente sottolineato e letto nel messaggio inviato dal pastore della diocesi, mons. Vitus Huonder, vescovo di Chur: “Sin dal 1860 – ha scritto il vescovo – Zurigo si è dovuta confrontare con un numero sempre crescente di migranti provenienti dall’Italia e questo nel 1898 ha portato all’istituzione della Missione Cattolica Italiana… I festeggiamenti dei 120 anni della Missione Cattolica Italiana sono una gradita occasione per esprimere il mio sentimento di gratitudine al Signore per tutto il bene materiale e spirituale che tramite la comunità dei Salesiani è stato fatto ai numerosi fedeli immigrati dall’Italia in tutti questi anni. Grazie alla costante presenza dei Salesiani, gli immigrati italiani hanno trovato un sicuro punto d’appoggio a Zurigo, divenuto sempre più stabile ed importante”.

    Lo stesso mons. Huonder nella lettera ricordava che poi in seguito, esattamente, “nel 2006, infatti, fu eretta la parrocchia personale ‘Don Bosco’ con l’intento di poter accompagnare ancora più efficacemente i fedeli di lingua italiana presenti a Zurigo”. I ringraziamenti del vescovo, uniti agli auguri “di un fruttuoso lavoro pastorale per il futuro”, si sono trasformati in una benedizione episcopale molto apprezzata da tutti.

    Apice di tanta paterna vicinanza è stata, subito dopo, la lettura del testo del telegramma augurale con la benedizione apostolica da parte di Papa Francesco: “Occasione celebrazione – si legge – 120° di Fondazione Missione Cattolica et presenza salesiani Don Bosco in Zurigo presso Chiesa Don Bosco Sommo Pontefice Francesco invia beneaugurante pensiero… et assicura cara Missione Cattolica di Lingua Italiana paterno ricordo nella preghiera affinché sappia confidare nel Signore et di cuore imparte Famiglia Salesiana implorata Benedizione Apostolica che volentieri estende at autorità et collaboratori locali, in particolare at giovani relative famiglie et quanti prendono parte Eucaristia di ringraziamento”.

    L’assemblea, destinataria di tanta abbondanza di benedizioni, rifletteva nei suoi partecipanti la variegata folla di tutta la complessa azione sociale, pedagogica, religiosa portata avanti da un centinaio di salesiani passati dall’Opera Salesiana di Zurigo dal 1898 al 2018: emigrati italiani di prima, seconda, terza generazione; pensionati ormai italo-svizzeri carichi di anni e di esperienza; giovani già nati e cresciuti in Svizzera e altri di recente residenza per lavoro o per studi universitari.

    Sono da segnalare, inoltre, due speciali abbinamenti dovuti alla presenza del gruppo degli emigranti cechi e degli emigranti slovacchi, guidati rispettivamente da due salesiani, don Antonin Spacek e don Pavol Nizner, che da anni fanno capo alla chiesa e ai locali della Missione Italiana, con uno spirito di solidarietà e di corretta reciproca integrazione tipica dello stile giovanile di marca salesiana. Proprio loro, i cechi e gli slovacchi, hanno avuto il graditissimo ruolo di animare con organo, violini, chitarre e canti tutto il corredo musicale della celebrazione eucaristica, svolta in italiano, in tedesco, in ceco e slovacco.

    Tenendo presente che il parroco, don Marek Stanislaw Kaczmarczyk, è un polacco e il vicario, don Leke Oroshi, è nato in Kosovo, è possibile affermare che la parrocchia Don Bosco – proprio stando agli sviluppi di questi anni – costituisce una sorta di piccola “ONU” socio-religiosa nel campo dell’emigrazione e della pastorale italiana a Zurigo, dove le differenze sono vissute come occasione di crescita.

    Il clima di rispetto e di fiducia tra cattolici italiani, polacchi, kosovari, cechi, slovacchi, svizzeri e con i fratelli riformati sono un bene prezioso per la Missione e acquistano rilievo speciale in questo tempo. La pacifica convivenza tra cittadini appartenenti a paesi e culture diverse è una strada che produce armonia e libera le migliori forze, trasformando la semplice convivenza in vera collaborazione e fratellanza.

    Tanto clima di intesa e di festa ha avuto il suo vertice subito dopo nel teatro attorno alla presenza significativa e istituzionale del Console Generale d’Italia a Zurigo, dott. Giulio Alaimo, accompagnato dalla consorte, Susanna, e dall’on. Franco Narducci. Il saluto del Console ha toccato proprio i tasti della identità coniugata felicemente con la diversità, e gli sviluppi della storia vissuta dagli emigranti italiani.

    Molta acqua è passata sotto i ponti di Zurigo dagli anni dell’ultimo decennio del XIX secolo, quando la città ospitava la maggior concentrazione di immigrati italiani, che vivevano ammassati e segregati dal resto della città nel quartiere dormitorio dell’Aussersihl e quello di Wiedikon… Tempi durissimi nei quali gli operai italiani erano vittime di discriminazioni e diffidenza.

    Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti, frutto di innegabile, massacrante lavoro di uomini e organizzazioni politiche, sindacali, religiose, assistenziali che hanno saputo instaurare quel clima e quelle disposizioni che hanno permesso agli Italiani di oggi di essere non spettatori, ma attori della loro convivenza in Zurigo. Fra queste istituzioni protagoniste di sviluppo positivo ci fu proprio la Missione Cattolica di Lingua Italiana, iniziata e continuata per tutti questi lunghi decenni ad opera dei Salesiani.

    È stata quindi opportuna la presentazione della lettera-messaggio inviata da Roma per la ricorrenza da parte del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime. Egli ha lodato l’opportunità di questa festa, che è anche un dovere di riflessione per il futuro stesso della presenza salesiana: “Perché - egli ha scritto – non si perda la memoria di tanti Figli di Don Bosco e dei loro impegni, della tante testimonianze e dei tanti sacrifici compiuti al servizio della fede, dell’educazione dei giovani e dell’emigrazione”.

    Occorre fare memoria: più si riesce a tornare alle radici storiche del proprio passato e più si è in grado di capire e valutare meglio il presente in vista di progettare il futuro a favore soprattutto dei ragazzi. A tal proposito il Rettor Maggiore ha salutato con particolare compiacenza l’iniziativa di “far giungere appositamente dalla stessa Casa Madre dei Salesiani di Valdocco a Torino una riproduzione di Don Michele Rua, ideatore e fondatore della Missione Cattolica Italiana”. Si tratta di un quadro giunto appena qualche giorno prima a Zurigo e “velato” su un apposito cavalletto al centro del palco del teatro. È stato poi proprio il sig. Console Generale a compiere la suggestiva cerimonia di “svelamento” e d’inaugurazione dell’immagine di Don Rua.

    Si tratta di vero apprezzabile reperto storico conservato nei venerandi depositi della Casa annessa alla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino. Risale al 1889 e riproduce l’opera eseguita dall’artista del tempo, Giuseppe Cavalla, docente all’Accademia Albertina di Arte di Torino. Don Rua che visitò personalmente le precarie e poverissime strutture zurighesi nell’aprile 1902, potrà ora continuare a “risiedere” nel capoluogo svizzero nuovi ambienti moderni e funzionali, come lui stesso aveva sempre sognato, a favore degli italiani e non, bisognosi di aiuto e di accoglienza.

    Il quadro è stato subito collocato con apposita targa didascalica nella sala d’ingresso della Missione, mentre tutta l’assemblea eseguiva il canto “Don Bosco ritorna fra i giovani ancor...”.

    Successivamente i giovani cechi e slovacchi, in abito folcloristico, hanno sottolineato la comune soddisfazione eseguendo brani musicali popolari molto graditi e applauditi. Numerose e gradite le adesioni pervenute: dal Vicario Generale di Zurigo, alle Presidenze della Verwaltugskommission e della “Don Bosco Stiftung” e a quella di don Angelo Santorsola, Superiore salesiano dell’Ispettoria dell’Italia meridionale (IME), da cui dipende la presenza di Zurigo.

    La festosa giornata si è conclusa come nelle tipiche feste di compleanno… Con una torta artistica elaborata da una giovane oratoriana, Elisa Canella, che ha raffigurato Don Bosco, Don Rua, i salesiani, Zurigo e i 120 anni.

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    • RMG – Don Federspiel confermato come Ispettore di Francia-Belgio Sud
      RMG – Don Federspiel confermato come Ispettore di Francia-Belgio Sud

      (ANS – Roma) – Con il consenso del Consiglio Generale, Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, ha deciso di confermare anche per il sessennio 2019-2025 don Daniel Federspiel come Superiore dell’Ispettoria “San Francesco di Sales” di Francia-Belgio Sud.

      “La decisione è stata motivata dai risultati della consultazione ispettoriale, nella quale la maggioranza assoluta dei salesiani ha indicato don Daniel come Ispettore. Il Rettor Maggiore ha seguito e approvato questa chiara indicazione dei salesiani dell’Ispettoria” ha spiegato don Tadeusz Rozmus, Consigliere per la regione Europa Centro e Nord.

      Don Daniel Federspiel è nato a il 22 gennaio 1960 a Mulhouse, Haut-Rhin, in Francia. È entrato nel noviziato salesiano di Pouillé nel 1981 ed ha emesso i voti perpetui il 25 settembre 1988 a Nôtre Dame de Bausset. L’ordinazione sacerdotale è avvenuta il 21 aprile 1990 a Lione.

      Tra i vari incarichi ricoperti, è stato Direttore dell’opera di Ressins (1996-1999), Maestro dei Novizi presso il noviziato di Lione-Fourvière (2005-2009) e Direttore presso la casa salesiana di Argenteuil (2012-2013).

      Negli anni dal 2005 al 2008 è stato contemporaneamente Delegato per la Pastorale Giovanile, l’Animazione Missionaria e le Vocazioni della soppressa Ispettoria francese.

      Nella nuova Ispettoria di Francia-Belgio Sud è stato Delegato per le Missioni Salesiane, le Vocazioni, Incaricato dei Prenoviziati e dei Noviziati, e ha fatto parte della commissione ispettoriale di formazione.

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      • RMG – COP24: la gioventù salesiana invoca azioni per il clima
        RMG – COP24: la gioventù salesiana invoca azioni per il clima

        (ANS – Roma) – La 24° Conferenza delle Parti alla Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, più nota come COP24, si tiene dal 2 al 14 dicembre 2018 a Katowice, Polonia, e mira a mettere in pratica l’accordo di Parigi del 2015. Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla COP24 e per dare ai giovani l’opportunità di esprimere il loro punto di vista sulla crisi climatica, l’organismo salesiano “Don Bosco Green Alliance” (DBGA) ha condotto una campagna globale dal titolo “Salesian Youth for Climate Action”.

        Gli accordi di Parigi prevedevano un impegno a mantenere l’aumento della temperatura globale in questo secolo sotto i 2° C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitare tale aumento a 1,5° C.

        La campagna lanciata dalla DBGA è iniziata il 15 novembre e si concluderà il 14 dicembre, giorno di chiusura della COP24, e prevede l’utilizzo di piattaforme come Facebook, Twitter e Instagram per trasmettere videomessaggi dei giovani delle istituzioni salesiane ai leader mondiali presenti a Katowice. 

        Daniel Alexander Muñoz Durango, dell’opera “Ciudad Don Bosco” di Medellín, Colombia, ha chiesto ai responsabili delle nazioni di “impegnarsi a proteggere le nostre risorse idriche, ridurre i rifiuti e piantare più alberi. Dobbiamo contribuire insieme per migliorare il nostro ecosistema”.

        Katharina, dell’ONG salesiana austriaca “Jugend Eine Welt”, esorta i leader mondiali “a ridurre le emissioni di gas serra il più rapidamente possibile. Io m’impegno ad utilizzare modalità di trasporto ecocompatibili e a ridurre il più possibile i rifiuti in plastica”.

        Okaka Jasper, del Centro di Formazione Professionale “St. Joesph” di Kamuli, Uganda, li ha invece invitati “a porre fine alla deforestazione e alle invasioni nelle aree umide, mentre io m’impegno a piantare più alberi e incoraggio i miei coetanei a fare lo stesso”.

        Non si tratta solo di appelli, pertanto: i giovani delle realtà salesiane si mettono in gioco per primi. Sophia, del “Dominic College”, un istituto salesiano a Tasmania, Australia, come membro dell’équipe di direzione studentesca s’impegna ad educare la sua scuola alla riduzione dei rifiuti e alla pulizia del pianeta.

        E Manjhury Baruah, allievo della “Assam Don Bosco University”, in India, ha promesso di “contribuire a rendere il nostro pianeta un luogo sostenibile e sicuro per le generazioni future”.

        Le istituzioni della DBGA sono state anche invitate a tenere programmi di sensibilizzazione durante le giornate della COP24 per diffondere la consapevolezza sui cambiamenti climatici e le problematiche ambientali correlate.

        La DBGA è una piattaforma globale, che riunisce attualmente più di 80 istituzioni salesiane presenti in 27 Paesi, per contribuire alle azioni, al pensiero e alle politiche ambientali.

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        • Spagna – Nasce “Tech Don Bosco”, una realtà salesiana per rafforzare la Formazione Professionale
          Spagna – Nasce “Tech Don Bosco”, una realtà salesiana per rafforzare la Formazione Professionale

          (ANS – Madrid) – I Salesiani di Spagna hanno una nuova struttura per promuovere la Formazione Professionale, fiore all’occhiello del loro lavoro educativo. La Fondazione “Tech Don Bosco” è stata costituita l’11 dicembre scorso, davanti a un notaio, per iniziare a fornire una serie di servizi che andranno a favorire giovani in formazione, disoccupati, lavoratori, così come le imprese e i Centri di Formazione Professionale (CFP) salesiani.

          “Tech Don Bosco” subentra all’Associazione Salesiana di Tecnologia e Innovazione (ASTI), e si inserisce nel panorama composto da altri organismi simili della Congregazione a livello mondiale, come “Tech Don Bosco Africa” o “Tech Don Bosco Asia”.

          La prima linea d’azione della nuova fondazione è quella di individuare i bisogni formativi di studenti e docenti dei CFP salesiani in rapporto alle esigenze delle aziende. In questo modo, gli studenti potranno entrare nel mercato del lavoro con qualifiche tecniche migliori.

          Sempre nell’ottica di favorire l’inserimento lavorativo degli allievi, verranno coordinati anche dei progetti di borse per l’impiego tra i vari centri e altri enti salesiani. In questo modo uno studente di formazione professionale potrà accedere a diverse offerte di lavoro, oltre a quelle del suo centro di riferimento. Grazie ad iniziative di questo tipo promosse dai Salesiani, migliaia di giovani già in passato hanno ottenuto il loro primo lavoro.

          Le scuole e le imprese, inoltre, collaboreranno insieme per istituire corsi di specializzazione per gli allievi, per valorizzare il carattere internazionale dei centri e per promuovere corsi di formazione per lavoratori e disoccupati.

          Insomma, tutte queste azioni contribuiranno anche al miglioramento e alla programmazione della Formazione Professionale Salesiana, una grande specialità della Congregazione Salesiana nel campo dell’educazione, fin dalla sua fondazione, più di 150 anni fa.

          Nell’Ispettoria salesiana “San Giacomo Maggiore”, una delle due Ispettorie dei salesiani in Spagna e ambito d’azione della Fondazione “Tech Don Bosco”, sono presenti 21 CFP salesiani, al servizio di circa 8.500 studenti e 900 insegnanti.

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          • Vaticano – Causa del Servo di Dio Ignazio Stuchlý, SDB: parere positivo dei Consultori storici
            Vaticano – Causa del Servo di Dio Ignazio Stuchlý, SDB: parere positivo dei Consultori storici

            (ANS – Città del Vaticano) – Dopo essere stata consegnata ufficialmente lo scorso 20 luglio, nel corso della visita che il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, fece al cardinale Angelo Amato, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi, l’11 dicembre i Consultori hanno esaminato e dato parere positivo all’unanimità circa la Positio super Vita, Virtutibus et Fama Sanctitatis del Servo di Dio Ignazio Stuchlý, Sacerdote Professo della Società di San Francesco di Sales (1869-1953). Nella Riunione dei Consultori storici è stato accertato il valore scientifico e la sufficienza dei documenti raccolti durante l’Inchiesta diocesana.

            Il Servo di Dio don Ignác Stuchlý è vissuto in un’epoca – quella tra il 1869 e il 1953 – contraddistinta da importanti rivolgimenti storici, politici e sociali. Ciò lo ha portato ad adattarsi a contesti sempre nuovi, ma anche a raccogliere e fronteggiare promettenti sfide, in obbedienza alla Chiesa e a servizio dei giovani.

            In tal senso – come rilevato dalle fonti documentali e testificali – egli si è più volte trovato nella condizione di aiutare in modo molto concreto la Società salesiana, e più in generale la Chiesa. Questo avvenne sia negli anni vissuti a Gorizia, collaborando con l’arcivescovo card. Giacomo Missia e, insieme ad altri Salesiani, nel seguire le vicende del convitto “San Luigi”; e in Slovenia, contribuendo all’avvio dell’opera salesiana locale e soprattutto portando a termine i lavori per la costruzione del Santuario di Maria Ausiliatrice a Rakovnik.

            Si distinse quale fondatore e insieme pioniere della presenza salesiana in Boemia e Moravia, in risposta al bisogno concreto della Chiesa locale. Erano stati infatti alcuni vescovi a chiedere, con grande insistenza, la presenza dei Figli di Don Bosco nelle loro terre.

            Don Stuchlý, anche attraverso la ricerca storica, risalta come uomo di comunione, costruttore di ponti tra le nazioni e i gruppi, promotore di pace e di riconciliazione in un contesto segnato dalle guerre mondiali e dai totalitarismi nazista e comunista.

            Il passo successivo della causa sarà l’esame della Positio super virtutibus da parte dei Consultori Teologi della Congregazione delle Cause dei Santi.

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            • Eritrea – Un pozzo per la tutela di una comunità rurale
              Eritrea – Un pozzo per la tutela di una comunità rurale

              (ANS – Degra Mereto) – “Custodire ogni giorno questo bene inestimabile rappresenta oggi una responsabilità ineludibile, una vera e propria sfida” scrive Papa Francesco nel messaggio per la celebrazione della IV Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato. Sta parlando dell’acqua. Un bene che scarseggia in molte zone del mondo, così come nel villaggio eritreo di Degra Mereto. Per questo i salesiani nella zona si sono attivati, per portare un po’ di aiuto alla popolazione locale.

              I chilometri che lo separano da Asmara sono solo 50, che però in Eritrea rappresentano una distanza significativa. Il villaggio di Degra Mereto, in cui abitano circa 1300 persone, vive in uno stato di isolamento geografico, economico e culturale, su cui incide profondamente la difficoltà di approvvigionamento idrico.

              I tre pozzi che sono stati costruiti nel corso degli anni sono inutilizzabili: due sono inquinati, il terzo ha la cisterna di approvvigionamento completamente crepata. Il villaggio si sta spopolando molto velocemente: c’è bisogno di intervenire subito.

              I missionari salesiani della regione, con il coinvolgimento di un medico italiano che da anni promuove progetti di sviluppo in Eritrea, chiedono ora aiuto per la costruzione di un pozzo. Il dottor D’Amore ha coordinato, con il coinvolgimento di un’équipe di tecnici italiani, la parte progettuale, incontrando anche il capo del Water Department di Asmara per avere i permessi, mentre don Petros Abraha, SDB, responsabile della delegazione salesiana in Eritrea, si è preoccupato di coinvolgere la comunità negli scavi preliminari e i capi villaggio per la gestione delle risorse idriche una volta realizzato il pozzo.

              Una volta individuata una falda acquifera si è proceduto alla perforazione, ai test di pompaggio e all’analisi chimico-batteriologica.

              Ora c’è bisogno di far partire i lavori: completare il pozzo, installare i pannelli fotovoltaici con cui verrà alimentato il sistema di pompaggio, posare le condutture negli scavi già effettuati e installare le due fontane nelle due diverse aree del villaggio che sono stati scelte come punti di approvvigionamento.

              Bisogna acquistare i materiali e spedirli a Degra Mereto, dove partiranno subito i lavori.

              Per ulteriori informazioni, visitare il sito: www.missionidonbosco.org

               

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              • Italia – “M’interesso di te”. Per cambiare la vita dei giovani più poveri e abbandonati
                Italia – “M’interesso di te”. Per cambiare la vita dei giovani più poveri e abbandonati

                (ANS – Catania) – Secondo l’Atlante Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) dell’ONG “Save the Children”, nel 2017 sono arrivati in Italia oltre 17mila minori, dei quali 15.779 minori senza alcun accompagnatore – praticamente, il 90%. A questi vanno aggiunti i MSNA che non vengono intercettati alla frontiera o nei luoghi di sbarco: si tratta di circa 5.000 ragazzi “invisibili”, che ogni giorno rischiano di essere coinvolti in attività criminali o in circuiti di sfruttamento sessuale.

                Il progetto “M’interesso di te”, portato avanti dai “Salesiani per il Sociale” cambia le vite di tanti di questi ragazzi. A Catania sta lavorando per ricostruire le esistenze di A.B., nato il 23 novembre 1999. Partito dalla Guinea il 24 agosto 2015, è arrivato in Italia il 9 giugno 2016. Dopo la morte del padre nessuno si occupava della sua famiglia, perché aveva la mamma malata. Un amico di famiglia voleva prendere il posto del padre, ma lui glielo ha impedito perché era un uomo violento: ha voluto così cercare di raggiungere l’Italia per mandare i soldi alla famiglia.

                Non ha potuto studiare perché non avevano i soldi nemmeno per compare quaderni e materiale scolastico. In poco meno di un anno ha girato in diversi Paesi prima di potersi imbarcare per arrivare in Sicilia. Ha dormito nelle stazioni del Benin e del Togo e mangiava una volta al giorno.

                Quando è riuscito ad arrivare a Tripoli, insieme con altre 300 persone, è rimasto due mesi in una fossa dove venivano nutriti una volta al giorno, con acqua razionata. Gli hanno rubato tutto, vestiti, documenti: ha subito violenze, ha visto persone morire per le percosse ricevute.

                Dopo un giorno e mezzo di viaggio è sbarcato in Sicilia: vorrebbe rimanere a Catania, si trova bene e sta studiando per darsi una possibilità. Ora sta studiando all’Istituto Alberghiero “Filippo Eredia Deodato” di Catania.

                Sempre a Catania i Salesiani accompagnano S., ventenne nigeriano. Viveva con la famiglia a Maiduguri, poi si è iscritto a un college a Chibok. A gennaio del 2015 il college dove studiava è stato preso di mira dai terroristi di Boko Haram, che lo hanno assaltato: lui è riuscito a scappare e a tornare a casa.

                Ma la città era ostaggio del gruppo terroristico, quindi con la famiglia si sono spostati a Kano, in una casa di famiglia. Ma la casa è andata parzialmente distrutta da un nuovo attacco di Boko Haram e S. ha deciso di andare via per aiutare la famiglia visto che il padre aveva perso il lavoro.

                Il progetto “M’interesso di te” dei “Salesiani per il Sociale” sostiene il lavoro della rete composta da educatori di strada, psicologi e volontari che garantiscono subito a ciascun ragazzo intercettato, sostegno e protezione. In una seconda fase, questa rete offre ai ragazzi intercettati la possibilità di seguire un corso di lingua italiana, di ricevere assistenza legale per l’iter di riconoscimento, di acquisire competenze professionali e inserirsi nel mondo del lavoro.

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