Traducir
English French German Italian Portuguese Russian Spanish
ANS - Agenzia Notizie Salesiana
ANS - Agenzia Info Salesiana. Periodico plurisettimanale telematico, organo di comunicazione della Congregazione Salesiana

  • India – Allievi ed exallievi del “Don Bosco Matunga” protagonisti di un film commovente
    India – Allievi ed exallievi del “Don Bosco Matunga” protagonisti di un film commovente

    (ANS – Mumbai) – Gli studenti e gli exallievi della Scuola “Don Bosco” di Matunga sono noti in tutto il mondo per la creatività e le loro competenze in molti settori. Ulteriore conferma lo scorso 4 agosto, quando il personale docente e gli studenti dell’istituto hanno potuto assistere in anteprima alla proiezione del lungometraggio “5 Rupie”, che ha come protagonisti studenti attuali e passati della scuola salesiana.

    di Susan Philip e Ashwini Gupte

    L’attore protagonista, Yohan B. Panjuani, è un allievo del quinto anno; il regista, Piyush C Panjuani, è exallievo del 1974-75; Bimal Panjuani, produttore, dell’anno 1981-82, e Dhruv P. Panjuani e Jehan B. Panjuani, entrambi aiuto registi, anch’essi passati per le aule dell’istituto salesiano, concludendo gli studi rispettivamente nel 2005-06 e nel 2010-11. Presente all’anteprima l’intera équipe che ha prodotto il film, insieme al giovane attore protagonista.

    Il film è un adattamento del racconto tradizionale indiano “Idgah” di Munshi Premchand, che racconta come i bambini, al di là di qualche piccolo sotterfugio o monelleria che possano combinare, sono dotati di buon cuore.

    Al centro della storia ci sono Hamid, un ragazzino orfano di entrambi i genitori, e sua nonna Ameena, che si sacrifica per il nipote. I due, indiani musulmani, vivono in condizioni di grande povertà, ma Hamid è sempre allegro e fiducioso verso il futuro, proprio grazie all’affetto che riceve dalla nonna, la quale non esita ogni giorno a scottarsi le dita per preparargli da mangiare.

    La scena si colloca a ridosso della festa di Id al-fitr, a conclusione del mese sacro del Ramadan. Nonna Ameena ha promesso a Hamid una piccola cifra, 5 rupie, per la festa, ma Hamid anziché aspettare di riceverle, le prende da solo e parte con altri ragazzi benestanti per compiere i riti previsti e partecipare ad una festosa fiera. Mentre i suoi compagni spendono le ricche paghette in dolci e giocattoli, Hamid compra solo delle pinze perché la nonna possa evitare di scottarsi quando cucina.

    Anche la dimensione religiosa ha un ruolo importante nella storia, manifestata nell’attenzione di Hamid ai precetti religiosi e anche attraverso la scena in cui la nonna spiega al piccolo che suo padre è assente perché impegnato in un’importante missione affidatagli da Dio.

    In occasione della rappresentazione, tra gli applausi del pubblico che ha molto apprezzato la pellicola e le interpretazioni, il regista ha calorosamente ringraziato la scuola salesiana, dicendosi debitore dell’educazione ricevuta.

    Da parte sua l’attuale Direttore dell’opera, don Crispino D’Souza, si è commosso, e ha raccontato di un episodio simile avvenuto nella sua infanzia che ha segnato grandemente la sua vita; mentre il Preside, don Bernard Fernandes, ha ringraziato la produzione del film per essersi ricordata dei trascorsi nella scuola e averla scelta come sede dell’anteprima.

    Le ultime parole sono state ancora del regista, che ha risposto: “Padre, è stato un onore per me. Tanti anni fa ero solo un bambino che camminava e correva tra questi cortili, ora vedere il mio film proiettato qui dentro è stato davvero emozionante. Voi l’avete reso possibile. Grazie mille!”.

    Fonte: Don Bosco India

    {gallery}India - Film a Mumbai{/gallery}

    • India
    • Cinema
    • Exallievi
    • INB


    • Liberia – Un’esperienza unica! Peccato che sia durata poco!
      Liberia – Un’esperienza unica! Peccato che sia durata poco!

      (ANS – Tappita) – La Liberia e la Sierra Leone rappresentano l’angolo dell’Africa dove le piogge tropicali risultano abbondanti. Nell’Africa Occidentale Tropicale la stagione più piovosa inizia ad aprile per chiudersi a novembre, ma quest’anno è incominciata con un bell’anticipo...

      A Tappita – dove i Salesiani di recente hanno riattivato una missione – si vive di agricoltura e il ritmo delle stagioni e delle precipitazioni decide della qualità e della quantità del raccolto. Le piogge portano anche “effetti collaterali” meno piacevoli, specialmente nel campo della salute, dell’abitazione e dei trasporti. In alcuni momenti si ha l’impressione che la vita si fermi... e invece no! La vita continua, la lotta si fa più dura, ma non si molla. I camion si impantanano, le auto soffrono le strade fangose; solo le motociclette non si fermano mai!

      Se in Italia c’è l’“Estate Ragazzi”, in Liberia e Sierra Leone si organizza il “Campo Vacanze”. La sostanza rimane la stessa: con le scuole chiuse nei mesi di luglio ed agosto i ragazzi hanno più tempo libero e le laboriosità educative li tengono lontani dall’ozio e dalla strada.

      Veramente a Tappita i ragazzi non sono mai disoccupati: anche durante l’anno scolastico, appena finita la scuola o il sabato, seguono gli adulti in campagna, girano per le strade vendendo sacchetti d’acqua, caramelle, biscotti... In tal modo contribuiscono a provvedere qualcosa da mettere nello stomaco prima di andare a dormire.

      I Salesiani si sono alternati ad illustrare vari aspetti del percorso di formazione di un animatore, inserendo gli ingredienti necessari per renderlo significativo: il tempo pieno, dalle 9.00 alle 17.00 compresa la refezione; lezioni scolastiche nelle materie più rilevanti; apprendimento dei rudimenti di alcune attività pratiche, quali computer, disegno, musica, danza, panificazione e preparazione di dolci, sartoria e cucito; attività socializzanti: gioco comune, gare a quiz, gare di danza e recita secondo i vari gruppi culturali. Tutte le attività sono inquadrate in uno schema di valutazione a punti per le quattro squadre in cui sono stati suddivisi i partecipanti. Al termine del “Campo Vacanze” premi per tutti.

      Unanime la conclusione: “Un’esperienza unica! Peccato che sia durata poco! Dovrebbe protrarsi per tutti e due i mesi delle vacanze!”.

      Per quanto riguarda la vita comunitaria dei Salesiani, l’Ispettoria “Africa Occidentale Anglofona” (AFW) organizza gli Esercizi Spirituali; occasione per fermarsi un momento, pregare, riflettere e verificare se le cose sono in ordine. Caratterizzano momenti di fraternità che annullano anche la lontananza fisica e il senso di isolamento.

      • Liberia
      • AFW
      • Estate Ragazzi
      • Missioni


      • Argentina – L'oratorio Don Bosco è poverissimo, ma vuole dare ai giovani qualità educativa
        Argentina – L'oratorio Don Bosco è poverissimo, ma vuole dare ai giovani qualità educativa

        (ANS – Santiago del Estero) – Ricordare gli inizi dell’Oratorio di Valdocco vuol dire parlare di povertà, di sradicamento, di giovani orfani e vagabondi senza possibilità di educazione. Così li incontrò Don Bosco, così li abbracciò e così li salvò dalle strade, con la ferma intenzione di trasformare le loro vite per sempre – sebbene egli stesso non potesse assicurare loro un posto in cui vivere o qualcosa da mangiare, poiché condusse sempre una vita austera. Forse quest’esperienza di due secoli fa potrebbe essere paragonata a quanto accade oggi nell’oratorio “Don Bosco” di Santiago del Estero, in Argentina.

        La residenza per studenti della scuola secondaria dell’opera “Don Bosco” di Santiago del Estero ospita gratuitamente 29 giovani tra i 12 e i 18 anni, delle aree di Las Tinajas, Copo, Alberdi, Moreno e San José de Boquerón.

        Dal lunedì al venerdì i ragazzi sono ospitati nella residenza; si alzano, fanno i compiti o altre attività e a mezzogiorno si preparano per il pranzo. Sistemano la tavola e dopo il pasto lavano i piatti e riordinano tutto. La scuola della Madonna del Rosario di Fatima apre le sue porte nel pomeriggio. Al rientro, i giovani fanno merenda e finiscono la giornata nei laboratori del programma “Tessendo lacci”: corsi di panetteria, elettrotecnica e sport, a seconda delle giornate.

        L’oratorio Don Bosco è completamente povero. L’opera conta un centro giovanile, la residenza della comunità e una chiesa, pertanto non ha strutture che possano generare un reddito. Tutto ciò che i ragazzi ricevono è frutto di donazioni e accordi che scaturiscono dal duro lavoro dei Salesiani: don Silvio Torres, don Alejandro Jorrat, don Julián Arroyo e del sig. Javier Abregú, SDB.

        Il supporto scolastico mattutino viene fornito da volontari in aule differenziate, in base al livello di scolarizzazione dei ragazzi; i pasti sono forniti da aziende e negozi. Tutto è frutto di impegno e sforzo.

        In questo contesto l’Ufficio di Pianificazione e Sviluppo dell’Ispettoria salesiana “Beato Artemide Zatti” dell’Argentina Nord lavora insieme a diverse organizzazioni e fondazioni interessate a contribuire a sostenere l’opera salesiana a Santiago del Estero. Martedì scorso, 14 agosto, si è svolto il lancio del progetto “Giovani Contadini: verso una partecipazione responsabile e sostenibile”.

        Con la qualità educativa e un clima di condivisione quali linee guida fondamentali, i giovani possono avere maggiori opportunità per il loro inserimento sociale.

        • Argentina
        • ARN
        • Oratorio
        • Scuole
        • Povertà


        • India – Alluvioni nello Stato del Kerala causano 87 vittime. Allagate anche alcune opere salesiane
          India – Alluvioni nello Stato del Kerala causano 87 vittime. Allagate anche alcune opere salesiane

          (ANS – Thiruvananthapuram) – Le incessanti piogge monsoniche di questi ultimi giorni hanno causato diverse frane e lo straripamento di vari bacini artificiali. Secondo i funzionari indiani finora il bilancio della calamità è di 87 vittime e circa 36mila sfollati. Anche le istituzioni salesiane nel Kerala centrale sono state inondate. “Non siamo in grado di fare nulla a causa della pioggia incessante” hanno riferito i Salesiani che operano in quella regione.

          Il Kerala, famoso per le spiagge incontaminate e le piantagioni di tè, ogni anno viene attraversato dai monsoni, ma quest’anno le piogge sono state particolarmente violente.

          Intensi nubifragi stanno colpendo lo Stato dallo scorso 8 agosto. Ieri, mercoledì 15, c’è stato un ulteriore aumento delle precipitazioni, che ha causato 28 morti e seri danni alle infrastrutture, costringendo le autorità statali a proclamare lo stato d’emergenza.

          L'aeroporto internazionale di Cochin è chiuso fino a sabato prossimo, dopo che l’acqua ha inondato il complesso; per la giornata di oggi, 16 agosto, il Governo statale ha imposto la chiusura delle scuole in tutto lo stato.

          Per quanto riguarda i Salesiani, almeno tre istituti sono stati colpiti dalle inondazioni e risultano pertanto allagati: il centro di Angamali, quello di Irinjalakuda e quello di Mannuthy Thrissur. Anche la regione di Malabar è stata colpita.

          Le comunicazioni nella zona sono tutt’ora difficoltose e non si esclude che altre opere possano venire coinvolte.

          “Molte persone sono ora in attesa sui terrazzi, mentre le abitazioni risultano allagate fino al primo piano e il livello dell’acqua è ancora in aumento. Il problema più grande adesso in molte zone è caratterizzato dall’alimentazione elettrica necessaria per mantenersi in contatto con i telefoni cellulari”, ha affermato Raju Abraham, un deputato locale.

          Le piogge che hanno colpito in questi giorni il Kerala sono ritenute le più abbondanti dal 1924.

          {gallery}India - Alluvioni Kerala 2018{/gallery} 

          • India
          • Disastri


          • Italia – 203° compleanno di Don Bosco: il Rettor Maggiore festeggia al Colle
            Italia – 203° compleanno di Don Bosco: il Rettor Maggiore festeggia al Colle

            (ANS – Castelnuovo Don Bosco) – Sulle dolci colline astigiane i giorni di metà agosto non sono solo un tempo di riposo, ma anche un’occasione di commemorazione e gratitudine. Perché il 16 agosto 1815, nella frazione “Becchi” di Castelnuovo d’Asti, oggi Castelnuovo Don Bosco, da una famiglia di contadini, nasceva il piccolo Giovanni Bosco, che all’età di nove anni fece quel sogno che segnò l’intero corso della sua vita e delle sue opere. Alla ricorrenza del compleanno di Don Bosco quest’anno si aggiunge la celebrazione del 100° anniversario del “santuarietto di Maria Ausiliatrice” e dell’insediamento della prima comunità salesiana al Colle Don Bosco.

            Per l’occasione la comunità di Colle Don Bosco ha preparato una festa speciale, impreziosita dalla presenza del X Successore di Don Bosco, Don Ángel Fernández Artime, appena rientrato dalla sua visita di animazione alle Ispettorie brasiliane di Porto Alegre e Belo Horizonte.

            Le attività celebrative hanno avuto inizio già ieri, solennità dell’Assunzione di Maria, con un Messa presieduta dallo stesso Rettor Maggiore presso la chiesa della Madonna del Castello, nel cuore del borgo antico di Castelnuovo Don Bosco. Durante la celebrazione diversi giovani hanno anche pronunciato una preghiera di affidamento alla Beata Vergine e a Don Bosco.

            Stamattina le attività si sono aperte con un incontro presso il Colle, sul tema “Tre luci sui primi 100 anni del santuarietto”. Il sindaco di Castelnuovo Don Bosco, dott. Giorgio Musso, ha fatto rivivere la storia dell’epoca in cui il santuario vedeva la sua costruzione, mentre l’architetto Carlo Faccio ha illustrato i principali aspetti architettonici, facendo risaltare le caratteristiche estetiche che introducono ed invitano alla fede. A conclusione don Ezio Orsini, Rettore del santuario del Colle Don Bosco, ha descritto i tratti della spiritualità salesiana propri di quel luogo.

            A seguire Don Á.F. Artime ha presieduto la solenne concelebrazione nella basilica del Colle. Nel corso dell’omelia ha invitato i fedeli a vivere l’anniversario e la devozione verso Don Bosco con quel profondo senso di gratitudine che nasce dal riconoscimento della Grazia ricevuta attraverso il Santo dei Giovani. “I ragazzi anche oggi hanno bisogno dei Salesiani. Hanno bisogno di trovarci in mezzo a loro. Don Bosco va vissuto nei secoli. Dal sentimento di gratitudine occorre passare all’essere noi Don Bosco oggi” ha affermato.

            Il santuarietto venne inaugurato con una grandissima festa l’8 agosto del 1918. La sua costruzione era stata decisa tre anni prima come opera devozionale per ricordare il primo centenario dell’istituzione, da parte di Papa Pio VIII, della festa liturgica di Maria Ausiliatrice e per commemorare il primo centenario della nascita di Don Bosco.

            L’opera fu finanziata dalla diocesi di Torino, dal Consiglio Superiore dei Salesiani, da quello delle Figlie di Maria Ausiliatrice, da Salesiani Cooperatori ed Exallievi.

            Per costruirlo venne sacrificata la casa di Antonio, fratellastro di Don Bosco, e la prima pietra venne posta proprio nel giorno del primo centenario della nascita di Don Bosco, il 16 agosto 1915. “In quel giorno – scrive Elio Zemini in una ricostruzione delle cronache salesiane – don Albera (allora Rettor Maggiore) aveva aggiunto l’intenzione di ottenere, per intercessione di Maria Ausiliatrice, la cessazione del conflitto armato che causò tante morti e distruzioni in moltissime nazioni”.

            {gallery}Italia - 203 anni DB{/gallery}

            • Italia
            • Ángel Fernández Artime
            • Rettor Maggiore
            • Don Bosco
            • Anniversari
            • Luoghi Salesiani
            • ICP


            • Sudan del Sud – Un impegno quanto mai necessario al fianco dei più svantaggiati
              Sudan del Sud – Un impegno quanto mai necessario al fianco dei più svantaggiati

              (ANS – Giuba) – Il 9 luglio 2011 il Sudan del Sud diventò ufficialmente uno Stato indipendente. Fu un giorno di festa e i suoi abitanti speravano fosse anche l’inizio di un cammino di prosperità e di pace. Ad oltre 7 anni di distanza duole constatare che i problemi sono persino aumentati. Per i Figli spirituali di Don Bosco tutto questo rappresenta un ulteriore stimolo a dedicarsi alla popolazione in stato di necessità.

              Gli ultimi anni sono stati davvero difficili. I numeri di questo nuovo conflitto, che ormai da 5 anni opprime il Paese, parlano da sé: oltre 300.000 vittime, enormi flussi di rifugiati, ma soprattutto il cibo che scarseggia. Circa il 60% delle persone – una percentuale raddoppiata dal 2014 ad oggi – non sa da dove e quando arriverà il prossimo pasto, mentre alcune aree del Paese sono addirittura a rischio carestia. I tassi di malnutrizione hanno raggiunto elevati livelli di criticità. Oltre 1 milione di bambini è malnutrito e 250.000 di loro rischia la morte per fame.

              Secondo i dati UNICEF, dei 3,4 milioni di bambini nati in Sudan del Sud dall’indipendenza ad oggi, ben 2,6 milioni sono nati in stato di guerra: non hanno conosciuto altro contesto se non quello del conflitto e della paura.

              In questa realtà di grande sofferenza i Salesiani cercano di aiutare quanto più possibile la popolazione locale: costruiscono scuole, formano insegnanti, favoriscono l’accesso alla cure e alle medicine per chi non ha altre alternative per tutelare la propria salute.

              Un servizio importante è quello rivolto a profughi e sfollati. A Giuba, ad esempio, i Salesiani hanno la gestione diretta di un campo per i rifugiati, dove si occupano di tutto: dalla distribuzione di acqua e alimenti a quella dei vestiti, dalla somministrazione dei vaccini fino all’offerta di opportunità educative.

              Inoltre nel Paese è presente anche la Fondazione Opera Don Bosco, che sostiene il lavoro dei Salesiani con due progetti: uno di sostegno a distanza, finalizzato ad aiutare alcuni bambini e ragazzi in situazione di estrema povertà e disagio sociale; l’altro, basato su un programma di sviluppo educativo per bambini e ragazzi, portato avanti mediante la costruzione di scuole e la formazione degli insegnanti.

              Là dove c’è più bisogno di aiuto, i Salesiani non si tirano indietro.

              • Sudan del Sud
              • AFE
              • Missioni
              • Povertà
              • Guerra
              • Rifugiati
              • Migranti


              • RMG – Un passo coraggioso ed evangelico da parte del Papa per eliminare la pena di morte dal Catechismo
                RMG – Un passo coraggioso ed evangelico da parte del Papa per eliminare la pena di morte dal Catechismo

                (ANS – Roma) – Quando si considera la pena di morte sorgono sempre un numero infinito di idee, preconcetti e, soprattutto, molte domande. L’immagine del criminale nella sua tomba allevia davvero il dolore di chi ha perso una persona cara, vittima delle peggiori atrocità? In nome di cosa, un’istituzione, un uomo o una donna si arrogano il diritto di pronunciare e imporre una condanna a morte? In questi giorni il mondo intero ha elogiato e ringraziato il Papa per la coraggiosa e soprattutto evangelica decisione di “eliminare la pena di morte dal catechismo”.

                Secondo Amnesty International, “nel 2017 ci sono state 993 esecuzioni in 23 Paesi. Si tratta di una riduzione del 4% rispetto al 2016, con 1.032 esecuzioni e del 39% rispetto al 2015, quando l’organizzazione registrò il valore più alto dal 1989”.

                Il cardinale salesiano Charles Bo loda questa scelta come “coraggiosa affermazione per proteggere la dignità umana” la recente revisione che la Chiesa ha fatto del Catechismo, che ora dichiara che la pena di morte, in tutte le circostanze, è “inammissibile”.

                Il salesiano, arcivescovo di Yangon, in Myanmar, ha accolto con favore la sezione rivista del Catechismo e ha lodato il Santo Padre e l’azione della Chiesa per proteggere la dignità umana. “Con la caratteristica misericordia e compassione che hanno segnato il suo papato, il nostro amato Santo Padre Francesco ha corretto inequivocabilmente l’aberrazione storica”, ha affermato.

                “La Chiesa cattolica – ha sottolineato ancora – d’ora in poi non farà compromessi sul diritto alla vita in nessuna circostanza e non sosterrà in alcun modo la pena di morte”.

                Nel messaggio il cardinale Bo ha sottolineato che questo “grande annuncio” è stato accolto con grande gioia e speranza dai gruppi che lavorano per l’applicazione dei Diritti Umani e da tutte le persone di buona volontà. Il cardinale del Myanmar ha ringraziato il Pontefice per la sua “coraggiosa affermazione del principio cristiano della dignità umana”.

                Il cardinale Bo ha quindi concluso pregando: “Il coraggioso passo compiuto dal Santo Padre ispiri i governi e gli altri attori della società civile a lavorare per abolire ovunque la pena di morte”.

                “In virtù di quale diritto gli uomini possono permettersi di uccidere i propri simili?” si sono domandati per secoli filosofi e pensatori. Il Santo Padre sostiene con coraggio: “bisogna affermare con forza che la condanna della pena di morte è una misura inumana che umilia la dignità umana, in qualunque modo venga eseguita. È di per sé contraria al Vangelo perché si decide volontariamente di sopprimere una vita umana che è sempre sacra agli occhi del Creatore”.

                Fonte: Religión Digital

                • RMG
                • Papa Francesco
                • Cardinali
                • Charles Maung Bo


                gototop