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  • Ecuador – Formarsi come leader per un’America più giusta
    Ecuador – Formarsi come leader per un’America più giusta

    (ANS – Quito) – La “Rete America Sociale Salesiana” (RASS), venerdì 9 aprile scorso, ha iniziato la sua proposta formativa per il 2021 con il modulo “Leadership salesiana per una trasformazione sociale”.

    Il centro di formazione permanente “The Institute of Salesian Studies at Don Bosco Hall”, situato a Berkeley, California, USA, è l’entità responsabile dello sviluppo di questo modulo trasversale, considerato di vitale importanza dalla RASS, in quanto offre una formazione alternativa volta a rafforzare la leadership salesiana all’interno delle opere e dei servizi sociali, generando esperienze innovative che abbiano rilevanza, pertinenza e impatto nei diversi contesti, e che possano realizzare una trasformazione sociale a beneficio dei bambini e dei giovani a rischio con cui i membri della RASS condividono quotidianamente vita, missione e lavoro.

    Don Rafel Bejarano, Referente per le Opere Sociali del Settore di Pastorale Giovanile, insieme a James Areiza Bolivar, Delegato dell’equipe di coordinamento della RASS, e all’equipe operativa della Rete, hanno dato un cordiale e fraterno benvenuto ai 64 salesiani consacrati e laici delle Opere e Servizi Sociali salesiani d’America, rappresentanti delle 15 Ispettorie d’America che si sono impegnate a partecipare a questo spazio formativo attraverso incontri digitali sincroni sulla piattaforma Zoom.

    Per favorire la partecipazione e lo scambio di esperienze tra i partecipanti, le sessioni si svilupperanno in due gruppi di 32 partecipanti ciascuno, con una durata di due ore, per 7 venerdì consecutivi e in orari diversi.

    L’obiettivo di questo modulo è quello di fornire conoscenze e strumenti incentrati sui modelli di leadership salesiana trasformazionale e autentica, affinché siano applicati efficacemente nel campo sociale e organizzativo sulla base di prove ed esperienze innovative che già hanno testimoniato di avere generato un impatto significativo in diversi contesti e che hanno realizzato pertanto una trasformazione sociale.

    “Siamo mossi dalla speranza di poter dare un contributo al compito di rafforzare la leadership salesiana. Siamo convinti che questo sia un tema elementare ed essenziale per lavorare come agenti attivi del cambiamento e stabilire modifiche strutturali, per ridurre le disuguaglianze sociali che viviamo nel nostro continente, specialmente quelle che affrontano i nostri bambini e giovani”, affermano in conclusione i responsabili della Rete America Sociale Salesiana.

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    • Stati Uniti – La città di Downey cerca sostegno da parte dei salesiani. E i salesiani rispondono sì!
      Stati Uniti – La città di Downey cerca sostegno da parte dei salesiani. E i salesiani rispondono sì!

      (ANS – Downey) – Una volta che il Governatore della California ha dato alle scuole della contea di Los Angeles il via libera per tornare alla didattica in presenza, la città di Downey si è trovata senza alcun programma di doposcuola per le sue 12 scuole elementari. E con appena sette giorni lavorativi prima che le scuole riaprissero, c’era urgente bisogno di assumere 26 persone per i programmi di doposcuola del distretto.

      Veronica Lizardi, Direttrice del Distretto Scolastico Unificato di Downey, ha allora contattato Juan Carlos Montenegro, Direttore del programma “We Care” (Ci teniamo) della parrocchia “San Domenico Savio” di Bellflower, sempre nell’area di Los Angeles, per vedere se e come i salesiani potessero aiutare i bambini di Downey utilizzando il modello del programma doposcuola “We Care” utilizzato alla “San Domenico Savio”.

      Il programma “We Care” è iniziato nel 2014 presso la parrocchia salesiana di Bellflower con il semplice obiettivo di servire i bambini del quartiere che erano in lista d’attesa per i programmi di doposcuola forniti dalla città di Downey. “Abbiamo iniziato con soli 35 bambini e presto abbiamo servito oltre 115 bambini ogni giorno di scuola”, ha dichiarato Jonathan Lara, il coordinatore del programma.

      E proprio in virtù del programma “We Care” attivato già da anni nella parrocchia “San Domenico Savio”, i salesiani degli Stati Uniti Ovest (SUO) hanno potuto rispondere positivamente alla richiesta della dott.ssa Lizardi: infatti, sono stati in grado di assumere e formare 26 giovani adulti per servire nei programmi doposcuola della città di Downey.

      “Oggi in ogni giornata scolastica siamo al servizio di oltre 200 bambini – afferma il signor Montenegro, Delegato per l’Animazione Missionaria dell’Ispettoria SUO –. Crediamo che questo sia stato un miracolo: abbiamo avuto solo sette giorni per creare un programma, trovare e formare il personale e compiere tutti i passi legali per essere pronti a servire i bambini. Ma crediamo che Don Bosco ci abbia aiutato a realizzare una nuova presenza salesiana tra i bambini di Downey”.

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      • Repubblica Democratica del Congo – Gli ultimi omaggi a mons. Jean Pierre Tafunga Mbayo, SDB
        Repubblica Democratica del Congo – Gli ultimi omaggi a mons. Jean Pierre Tafunga Mbayo, SDB

        (ANS – Lubumbashi) – I fedeli cattolici di Lubumbashi, nella Provincia dell’Alto Katanga, nella Repubblica Democratica del Congo, hanno perso il loro pastore, ancora nel pieno delle sue funzioni, a seguito di una malattia: mons. Jean Pierre Tafunga Mbayo, Salesiano di Don Bosco, è infatti deceduto lo scorso 31 marzo, e in questi giorni ha ricevuto diversi e doverosi omaggi alla sua memoria per il lavoro svolto nella sua diocesi e in tutto il Paese.

        Le spoglie dell’arcivescovo metropolita sono arrivate dal Sudafrica nella Capitale dell’Alto Katanga, nella giornata di mercoledì 7 aprile, e sono state accolte dalle autorità religiose, politiche e amministrative e quindi portate nella cattedrale “Santi Pietro e Paolo” di Lubumbashi. Intanto, la Chiesa diocesana aveva già indetto in suo ricordo, da lunedì 5 aprile a venerdì 9 aprile, cinque giorni di lutto, che sono trascorsi accompagnati da Messe e veglie nella cattedrale.

        Venerdì 9 aprile, giorno del funerale, molte persone sono venute da tutte le parti del Paese per dare l’estremo saluto a mons. Tafunga. Dopo la Messa, presieduta da mons. Marcel Utembi, Presidente della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo (CENCO), sono state lette alcune commoventi parole di ricordo e commiato sulla vita e l’operato del presule salesiano. Infine, si è proceduto con la sepoltura del corpo dell’arcivescovo nella cripta della cattedrale.

        Nato a Panda-Likasi, Repubblica Democratica del Congo, il 23 luglio 1942, mons. Tagunfa era entrato tra i salesiani nel 1964, frequentando il noviziato di Kansebula. Emessi i primi voti il 28 agosto del 1965 e quelli perpetui il 20 febbraio 1971 a Lubumbashi, venne ordinato sacerdote il 16 settembre 1972 a Likasi.

        Fu Direttore dell’opera salesiana a Goma, nel Nord Kivu, dal 1981 al 1987, e Direttore del centro salesiano di Kansebula dal 1987 al 1990. In quell’anno venne poi insediato come Superiore dell’Ispettoria “Maria Santissima Assunta” dell’Africa Centrale, divenendo il primo africano ad assumere quest’incarico. Non poté però completare il suo sessennio perché nell’ottobre del 1992 Papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Kilwa-Kasenga, ricevendo l’ordinazione episcopale nella successiva Festa di Don Bosco, il 31 gennaio 1993.

        Il 10 giugno del 2002 sempre Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Uvira, e il 31 luglio 2008 venne nominato da Papa Benedetto XVI arcivescovo coadiutore di Lubumbashi, con diritto di successione, divenendo titolare dell’arcidiocesi il 1° dicembre del 2010 e assumendone la guida pastorale il 30 gennaio successivo.

        “Amor et misericordia” fu il suo motto e l’insegna della sua azione pastorale.

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        • Senegal – Garantire “Una Nuova Opportunità” e progetti di sviluppo in patria: l’impegno del VIS
          Senegal – Garantire “Una Nuova Opportunità” e progetti di sviluppo in patria: l’impegno del VIS

          (ANS – Dakar) – Migrare deve essere un diritto, non per forza un obbligo dettato da situazioni di necessità. E quando la vita ti porta a dover tornare indietro sui propri passi, allora è fondamentale l’aiuto di qualcuno che ti dia “Una Nuova Opportunità” per ricominciare daccapo. L’ONG salesiana del “Volontariato Internazionale per lo Sviluppo” (VIS) crede fermamente in questi principi. E la storia di Elhadi Ndiaye, un lavoratore e padre senegalese, ne è una perfetta testimonianza.

          Lasciamo la parola direttamente a Elhadi.

          Il mio nome è Elhadi Ndiaye e sono padre di sei figli. Ho un’esperienza migratoria di 19 anni in Italia, dove ho lavorato come operaio in una fabbrica di trasformazione di cuoio e pellame e successivamente come venditore di bigiotteria e calzature.

          Negli anni il mio permesso di soggiorno è scaduto e il mio lavoro in proprio non poteva garantirne il rinnovo. Ero diventato un migrante irregolare e non ero più in grado di soddisfare i bisogni miei e della mia famiglia in Senegal.

          Ho deciso quindi di sfruttare l’opportunità di rimpatrio volontario assistito offerta dal VIS nell’ambito del progetto UNO – “Una Nuova Opportunità”. Questo mi ha permesso di rientrare in Senegal definitivamente e di sviluppare un mio progetto imprenditoriale.

          Appena arrivato, tramite il progetto UNO ho avuto una sovvenzione per iniziare un progetto di allevamento e di ingrasso di pecore a Gossas: compro pecore a prezzi bassi per poi rivenderle ad un prezzo più alto una volta raggiunta una buona condizione di ingrasso. Inoltre, durante il periodo di svernamento, i profitti dell'allevamento delle pecore mi hanno permesso di coltivare un terreno di due ettari nel mio villaggio, per sviluppare colture alimentari.

          Attualmente, queste attività di allevamento e coltivazione mi hanno permesso di reintegrarmi con successo nella mia comunità, abbandonare il progetto migratorio e occuparmi della mia famiglia e dell’educazione dei miei figli.

          Il Senegal conta 105.937 persone in Italia, pari al 4,19% della popolazione straniera residente in Italia. Tra loro il 39,9% risulta inattivo o disoccupato. Grazie al progetto UNO il VIS lavora per offrire un’opportunità di riscatto e di reintegrazione socio-economica alle persone che desiderano tronare nel proprio Paese di origine, fornendo supporto alle loro attività imprenditoriali che contribuiscono allo sviluppo del territorio.

          Fonte : VIS

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          • Angola – Pedro Sánchez visita il Centro “Dom Bosco” di “Lixeira”
            Angola – Pedro Sánchez visita il Centro “Dom Bosco” di “Lixeira”

            (ANS – Luanda) – Dopo l’incontro istituzionale e commerciale tenuto in Angola l’8 aprile, il Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sanchez, ha visitato il Centro “Dom Bosco” dei salesiani di Luanda, situato nel quartiere di Lixeira, uno dei quartieri più svantaggiati della città, che ospita 250.000 abitanti e il cui nome si traduce come “discarica”.

            I salesiani sono arrivati lì nel 1996, iniziando il loro lavoro educativo con piccole scuole. Era il 2003 quando venne costruito l’attuale centro, grazie all’Agenzia Spagnola per la Cooperazione Internazionale allo Sviluppo (AECID, in spagnolo) e alla sua controparte portoghese.

            Un cartello dipinto all’ingresso della scuola salesiana, che recita “Educare è una questione di cuore”, ha accolto Pedro Sánchez. Circa 1.500 studenti hanno salutato il politico spagnolo, che ha ricevuto personalmente l'affetto e la simpatia degli studenti, i cui sorrisi erano evidenti pur se nascosti dietro le mascherine.

            Il Presidente del Governo spagnolo ha avuto tempo per visitare le strutture del Centro, vedere in prima persona il lavoro educativo che vi viene svolto, fare una foto ufficiale con le autorità e il personale della scuola, e tenere un breve discorso ai presenti, nel quale ha sottolineato l’“encomiabile” lavoro educativo che i salesiani svolgono nel Paese. Ad accompagnarlo c’erano il Superiore della Visitatoria dell’Angola, il salesiano uruguaiano don Martín Lasarte, e il suo Vicario ispettoriale e Direttore del Centro, il missionario salesiano spagnolo don Manuel Ordóñez.

            Sul suo profilo ufficiale su Twitter, il Presidente del Governo spagnolo ha espresso la sua soddisfazione per la visita al centro educativo salesiano, rimarcando l’importanza dell’educazione per il progresso della società: “Siamo orgogliosi che dei cittadini spagnoli stiano lavorando a questo progetto e promuovano la formazione dei bambini e degli adolescenti angolani. Simboleggia la grande collaborazione tra Spagna e Angola”.

            In questo centro educativo salesiano vengono educati circa 6.000 studenti, tra formazione infantile, primaria, secondaria, il baccellierato e la scuola professionale. Data la mancanza di aule per ospitare tutti gli studenti, il centro ha tre turni di lezioni: già molto presto, alle 7:30 del mattino, la scuola apre le sue porte agli studenti più giovani, poi prosegue nel pomeriggio con gli studenti della scuola primaria e secondaria e, infine, nel pomeriggio e la sera, con gli studenti del baccellierato. Le lezioni terminano alle 22:30.

            Grazie al lavoro che svolgono con gli studenti di questo centro i salesiani hanno ricevuto per diversi anni il Premio Nazionale di Alfabetizzazione; ed il “Metodo Don Bosco”, come viene chiamato, nel processo di alfabetizzazione è servito anche come riferimento per il governo angolano. Senza dimenticare che la formazione professionale e l’attenzione ai minori in situazioni di vulnerabilità sono altre caratteristiche di questo centro educativo salesiano.

            In un Paese duramente provato dalla guerra (1975-2002), i salesiani sono presenti dal 1981, e pertanto quest’anno celebrano 40 anni di educazione con la gioventù angolana. I figli di Don Bosco vi giunsero in risposta all’appello missionario fatto dall’allora Rettor Maggiore, Don Egidio Viganó, attraverso il “Progetto Africa”. Attualmente la Congregazione anima 11 case salesiane sparse in tutto il Paese, con circa 120 salesiani, più della metà dei quali sono in fase di formazione, il che dimostra la sete vocazionale salesiana emergente tra i giovani angolani.

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            • Vaticano – Il Papa chiama due salesiani e una Figlia di Maria Ausiliatrice tra i Consultori della CIVCSVA
              Vaticano – Il Papa chiama due salesiani e una Figlia di Maria Ausiliatrice tra i Consultori della CIVCSVA

              (ANS – Città del Vaticano) – Nella giornata di sabato 10 aprile la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noti i nomi dei nuovi Consultori della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica (CIVCSVA) nominati dal Santo Padre. Tra i 19 prescelti ben tre membri della Famiglia Salesiana. Si tratta di:

              • don David Ricardo Albornoz Pavisic, SDB, Giudice del Tribunale Ecclesiastico Nazionale d’Appello di Santiago del Cile. Nato a Punta Arenas il 4 novembre 1963, è salesiano professo dal 1989 ed è stato ordinato presbitero nel 1996. Per l’Ispettoria cilena è attualmente anche Vicario ispettoriale, Delegato per la Famiglia Salesiana e il Bollettino Salesiano;
              • don Mario Oscar Llanos, SDB, Decano della Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Università Pontificia Salesiana a Roma. Argentino di Córdoba, nato il 17 aprile 1959, è salesiano professo dal 1978 ed è sacerdote dal 1987;
              • suor Pina del Core, FMA, Direttrice dell’Istituto di Ricerca psicologica in campo educativo della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium a Roma e già Preside dell’“Auxilium” per nove anni. Nel 2016 era già stata nominata da Papa Francesco come Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

              I consultori sono nominati dal Sommo Pontefice – per un quinquennio – a collaborare con i membri del Congregazione secondo la loro specifica competenza e in rapporto agli obiettivi e agli impegni del Dicastero. I consultori offrono il loro contributo mediante consulenze, studi o pareri su determinate situazioni o questioni riguardanti la vita, la missione e il governo degli Istituti di Vita Consacrata e delle Società Apostoliche.

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              • RMG – #SYMPRAYSFORMYANMAR
                RMG – #SYMPRAYSFORMYANMAR

                (ANS – Roma) – Giovani che pregano per i giovani. Questa iniziativa promossa dal Dicastero per la Pastorale Giovanile ha stimolato ieri, domenica 11 aprile, la preghiera per il Myanmar da ogni continente. Il Dicastero per la Pastorale Giovanile ha anche preparato un video in merito.

                I giovani sanno che nella la preghiera c’è una promessa, perché qualunque cosa viene chiesta al Padre nel nome di Gesù, Egli la farà; ricordano l’avviso di pregare e vegliare, perché i giorni sono cattivi; e intraprendono un canale diretto per incontrare Dio: pregare in ogni momento.

                Il video è disponibile su ANSChannel.

                • RMG CASA GENERALIZIA
                • MGS Movimento Giovanile Salesiano
                • Pastorale Giovanile
                • MYM MYANMAR
                • Myanmar


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